Quel che tento di tradurvi è più

Il colore è il luogo dove si incontrano
il nostro cervello e l'universo.
                   
Cezanne

“…Con la pittura si può parlare ed è così che i personaggi di Cristina Valerio raccontano se stessi, il loro vivere su uno spazio bidimensionale (quello della tela) che diventa teatro di emozioni personali e sognanti. La poetica dello stile della pittrice, così poco accademico e inusuale, nasce da una ricerca personale, un sorriso è solo una linea, il volto è solo un ovale, i capelli si trasformano in fili dorati, ma tutto conserva espressività. Le figure vivono di emozioni come tutti noi pur non essendo come noi. Lo spazio che le avvolge è irreale, magico, sognante quasi fosse la rievocazione di un sogno. Ed è l’arte a rappresentarlo.
Cristina Valerio,quindi, attraverso una “irrealtà sognata”, affonda nel linguaggio dell’inconscio fatto di immagini tra realtà e ricordo, spazio e tempo. Lontana dal puro “accademismo” mira all’essenzialità emozionale attraverso una ricerca di linee pulite e colori puri che muovono uno spazio denso, caotico, irreale.
La pittura trova la sua naturale veste fatta di pennellate corpose, a tocchi, campiture piatte o giochi di luci ed ombre, le velature si susseguono e si sovrappongono, tutto diventa armonia estetica. Le opere di quest’artista molisana scatenano pensieri, non lasciano indifferenti ed evocano un “qualcosa di magico”, di lontano, in uno spazio trascendentale che fa parte dell’essere umano e che diventa impossibile toccare in questo mondo…con i suoi dipinti l’artista ci regala una possibilità, quella di toccare gli infiniti spazi che vivono da sempre con l’uomo: emozioni, pensieri, ricordi…”